.
Annunci online

  gloutchov [ Diario di Viaggio in un mondo pieno di ostacoli ]
         

Il mio Avatar è stato preso dal sito di Project Ufo (il link è qui a fianco).


Impossibile avviare il messaggio di benvenuto. Creative     Commons License
Creative Commons License.


25 agosto 2007

Sogno di Capitano, il Trailer




13 marzo 2007

Elite - Capitolo 29

- Ammiraglio?
- Capitano?
- Invertite la rotta, subito.
- Signore...
- Ho detto di invertire la rotta!
Sullo schermo, l'ammiraglio osservava un'immensa palla di colore arancione. Un sole. La flotta era riapparsa proprio nell'orbita più interna della stella e l'attrazione gravitazionale aveva immediatamente cominciato ad esercitare il suo effetto.
- La nave non manovra. Siamo sottoposti ad una forte attrazione gravitazionale. Non riusciamo a...
- Invertite la spinta dei motori!
- Andremo a finire contro le navi alle nostre spalle.
- Attivate l'allarme. Evaquate la nave. Si salvi chi può!
- Signore...
- Lo so. Le scialuppe non potranno mai uscire dalla forza gravitazionale di quella stella.
- Siamo condannati...
- Aprite un canale con Denobula.
- Non è possibile, signore. Siamo... non so dove siamo. Non rileviamo alcun radiofaro...
- La federazione è spacciata.
- Mi spiace signore...
La nave cominciò a surriscaldarsi. La strumentazione divenne inservibile, esplosioni scoppiarono in ogni consolle, gli schermi esplosero. Segnali di allarme ovunque, poi, il buio. Il completo silenzio. I motori spenti. Lo scricchiolio dei metalli. Le strutture che collassavano, le grida, di paura, di dolore. Sangue, rumori, panico.
Le navi, l'intera flotta, precipitò sulla stella e venne inghiottita dalle fiamme, dal calore, dalle radiazioni. Nulla rimase a testimoniare la loro esistenza. Nessun testimone, nessun ricordo.

Elite prese possesso della sede del parlamento galattico quel giorno stesso. La flotta della confederazione non trovò alcuna resistenza ad accoglierli. L'intera flotta della galassia era stata distrutta senza sparare un colpo e, con essa, la galassia finì i suoi giorni di democrazia e vita pacifica.

fine


E con queste righe finisce il racconto.
Stamattina ho la testa intasata da mille pensieri. Alcuni personali, alcuni un pochino più pratici.
Mi sono stampato un po' di documentazione sul mio fondo di categoria. Ormai la data di scadenza per la scelta su dove mettere il TFR sta arrivando ed è giusto che prenda coscienza (non che non mi fossi già informato ma...) delle varie opportunità. Se all'inizio pensavo di lasciare il TFR all'azienda, ora, qualche nuova informazione mi sta spingendo a rivalutare il fondo pensione di categoria. Non che io mi fidi molto dei sindacati... oggi credo siano troppo politicizzati e poco interessati ai veri bisogni dei lavoratori... basti pensare a chi siede sulla poltrona di sindaco della mia città e, a quello che sta facendo... Ad ogni modo, non voglio parlare di politica.
Sto pensando al mio futuro, in tutte le direzioni, sentimenti, vita, lavoro e pensione.
Ho scoperto di recente che anche i fonti pensione si possono detrarre dalla dichiarazione dei redditi (e la cifra non è ridicola subito subito), per cui, può valere la pena il rivalutare tutte le clausolette "vessatorie" che un tempo mi fecero propendere verso una pensione privata, rispetto a quello di categoria.
Oggi, in scadenza di tale pensione e, con l'obbligo di dover ridirigere il mio povero TFR, mi sento in dovere di mettermi a tavolino e studiare nuovamente tutte le carte... Quando sarò vecchietto, qualunque sia il mio destino, non potrò certo pensare di vivere della sola pensione sociale... e, le scelte di oggi potrebbero influire notevolmente sulla qualità della vita della mia vecchiaia.
Per quanto invece riguarda i sentimenti beh... so che a voi interessa più questa parte del post... ma vi devo deludere. E' tutto molto nebuloso. Qualcosa, in questi ultimi giorni, ha fatto riattivare il vecchio firewall che ho in testa e... il luogo in cui mi ero tuffato con gioia, ora, comincia ad incutere piccoli timori. Chi vivrà, vedrà.




permalink | inviato da il 13/3/2007 alle 9:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa



6 marzo 2007

Elite - Capitolo 28

Non fu così complicato mobilitare la flotta militare della federazione galattica. La Confederazione di Elite, con la sua esclusività e il suo comportamento isolazionista, induceva sospetti in ogni pianeta della federazione e, così, quando le informazioni carpite da Jonathan vennero divulgate al parlamento interplanetario, la decisione di attaccare fu approvata all'unanimità.
Bastarono poche settimane per radunare l'intera flotta. Elite contava un numero di pianeti piuttosto limitato e concentrato in un paio di sistemi solari con stelle gemelle. La strategia militare era piuttosto semplice. Accerchiare, attaccare e distruggere. Il parlamento aveva approvato la totale eliminazione di quella piccola macchia sul manto uniforme della federazione galattica.
Le navi si radunarono proprio fuori dalle frontiere della confederazione. Come suo solito, i sensori si avvicinarono ai vascelli per eseguire una scansione accurata delle navi e, poi si allontanarono negando alla flotta il permesso di oltrepassare il confine.
Jonathan, su richiesta del ministro, era presente al primo attacco. Si trovava a bordo della Divine e assisteva alla scena da lontano, per non coinvolgere la figlia del ministro, che a sua volta aveva insistito per essere presente e, così, le era stato concesso di salire a bordo della nave del contrabbandiere.
L'intera flotta, schierata e pronta a fare fuoco, cominciò ad avanzare e superò il confine ad una velocità ridotta ma, decisa. Eve mostrava i diagrammi tattici sullo schermo principale. Adam, invece, eseguiva calcoli preventivi per studiare le mosse dell'avversario e, le mostrava con indicazioni tridimensionali proprio davanti allo schermo. Tutti quanti si aspettavano una vittoria facile e priva di perdite quando, all'improvviso, qualcosa annunciò il tranello in cui erano caduti.
Al di là del confine di Elite era stato costituito un enorme portale dimensionale. Le navi della federazione, ignare, lo oltrepassarono senza nemmeno accorgersene. Scomparvero semplicemente dallo schermo di Jonathan, una ad una, tutte quante, come fossero di fronte allo spettacolo di un grande illusionista.
Poi, quando anche l'ultima delle navi fu scomparsa, il segnale d'allarme scattò all'interno della cabina della Divine.
La flotta di Elite cominciò ad avanzare, oltrepassarono il portale senza scomparire e, di conseguenza, rivelarono che quel portare era stato chiuso e che, l'intera flotta della federazione, in quell'istante, si poteva trovare chissà dove, a milioni, se non miliardi, di anni luce dalla galassia che dovevano difendere.
Adam fece subito alzare gli schermi. Eve accese i motori e tracciò una rotta evasiva. Subito il dispositivo di occultamento venne messo in funzione. Jonathan si legò con le cinture, imitato dalla ragazza, ancora con lo stupore dipinto in volto.
Il motore della Divine ruggì all'interno della cabina di pilotaggio e, in pochi istanti, la nave fuggì dall'attacco della flotta capitanata da Sikorsky.


Ohi.. ohi.. ohi.. la mia cervicale.
Ragazzuoli, sono a pezzi. Ho dormito tre ore e mezza. Ho fatto una doccia bollente (ma troppo veloce per i miei gusti) e mi sono fiondato al lavoro. Giusto una colazione lampo al bar... in ritardissimo (o quasi), sono arrivato due minuti troppo tardi e... il server era già spento. Oggi l'enel ci ha tolto la corrente per dei lavori. Ora siamo sotto gruppo di continuità e... i miei files aggiornati sono solo in rete (ieri sera mi sono dimenticato di tenerne una copia in locale). Spero che riescano a riavviare il server... sento smadonnare Band nell'angolo dei computer... chissà che è successo. Internet va... parte della rete la vedo... ma non il disco su cui ho salvato i miei file :-( Me tapino...
Ohi.. ohi.. ohi.. qualcuno di voi può farmi un bel massaggino? ohi.. ohi.. ohi..




permalink | inviato da il 6/3/2007 alle 11:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa



27 febbraio 2007

Elite: Capitolo 27

- Signor O'Reele, la ringrazio immensamente per aver ritrovato mia figlia. Ormai avevo perso ogni speranza. Non avevamo sue notizie da... così tanto tempo. Non può neanche immaginare la disperazione di mia moglie.
Il primo ministro della federazione dei pianeti teneva la mano di Jonathan con una stretta forte e decisa, ma, lo sguardo era lucido, commosso.
- Non so proprio come ringraziarla. Lei è stato... credo che abbia salvato il mio matrimonio. E forse anche la salute di mia moglie. Senza dimenticare mia figlia, ovviamente.
- La ringrazio io, signore. Ho fatto solo quanto mi era stato domandato. Era mio dovere aiutarla.
- No, no. Lei ha fatto molto di più.
Rimasero in silenzio per un attimo, poi, quando la stretta di mano si sciolse, Jonathan disse - So che questo non è il momento più adatto ma...
- Si, capisco. - Lo interruppe il ministro - Non si deve preoccupare. La ricompensa è già stata accreditata sul suo conto e, anzi, se posso, soddisferò ogni suo altro desiderio.
- No, signore. - disse jonathan scossando vistosamente il capo - Non è di questo che volevo discutere.
- Allora... mi dica lei, qualunque cosa, lo sa. Qualunque cosa desideri...
- In realtà, volevo avvisarla di un grosso pericolo.
Il ministro fece un passo indietro - In che senso...
- La federazione... La confederazione di Elite sta tramando qualcosa. Io e sua figlia, siamo...
- Non qui! - lo interruppe subito l'alto funzionario - Ci sono orecchie ed occhi ovunque.
- Dove, allora...
- Venga con me.
Jonathan venne condotto in un piccolo stanzino, da cui, attraverso una porta di vecchio stampo, cioè senza apertura elettronica, si accedeva ad un corridoio a malapena illuminato. In fondo ad esso, una stanza molto più ampia e, all'interno di essa, una specie di scatola trasparente, completamente isolata dall'esterno.
- Lì dentro. - disse il ministro.
Entrarono. All'interno c'erano due sedie ed un tavolo.
- Cosa vuole dirmi...
- Elite sta progettando qualcosa. Ha cominciato l'invasione di un mondo... credo in un'altra galassia. Quando ci trovavamo all'interno dell'avamposto, io e sua figlia, abbiamo scoperto che hanno la tecnologia per aprire dei portali multidimensione e, trasferire con essi anche mezzi militare ovunque desiderino.
- Non è possibile...
- E' così. Può chiedere a sua figlia.
- Cosa suggerisce di fare, lei...
- Credo che si debba intervenire prima che sia troppo tardi... almeno che non sia già troppo tardi!


Che bella giornata oggi. Un sole splendido, cielo terso, il Cimone completamente bianco... cavolo, stamattina, invece che deviare verso Monteveglio, avrei preferito tirare dritto e andare direttamente su quelle cime innevate!




permalink | inviato da il 27/2/2007 alle 9:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa



20 febbraio 2007

Elite - Capitolo 26

- Presto, da questa parte.
Jonathan condusse la ragazza verso la parete più interna del corridoio e attivò il segnalatore. Eve rispose immediatamente. Qualche istante più tardi, l'esplosione aprì un varco nella struttura metallica dell'avamposto. La perdita di pressione costrinse i due a tenersi ben stretti ad una grata di ventilazione, nel frattempo, mentre l'ossigeno fuggiva inesorabilmente dal corridoio, mentre l'allarme suonava sempre più debolmente a causa della mancanza d'aria e, mentre la pressione calava tanto rapidamente da far girare la testa ai due fuggiaschi, la nave si frappose con la propria botola di accesso d'emergenza tra lo spazio profondo e il metallo urlante della stazione.
Jonathan, sicuro della prontezza di Eve, lasciò la presa e, assieme alla ragazza, si fece trasportare dal risucchio verso la corazza della Divine.
Eve aprì il boccaporto un'istante prima che loro vi sbattessero contro e, lo richiuse subito dopo. Il cambio di pressione venne equilibrato lentamente e, dopo una mezz'ora passata col mal di testa, Jonathan sorrise, per la prima volta, di soddisfazione.

- Signore?
- Cosa sta succedendo? Cos'è quest'allarme?
- La Divine ci ha attaccati!
- Cosa?
- E' successo poco fa, signore. Ha colpito con un siluro una galleria di collegamento.
- Una galleria di collegamento?
- Si, signore. Quella che conduce ai portali.
- I portali? Questo vuole dire che... Dove si trova ora la Divine?
- Abbiamo perso le sue tracce. E' sicuramente oscurata. L'ultima posizione conosciuta ci indica che si sta allontanando dalla confederazione.
- Bene, - rise di gusto Sikorsky - lasciatela andare.
- Si, signore.

- Eve, traccia una rotta per Denobula. Contatta il nostro cliente. Abbiamo il pacco.
- Si, Jonathan.

La ragazza se ne stava sdraiata nella cabina di Jonathan. Osservava le immagini del piccolo schermo posto proprio sulla parete opposta al letto. Non le seguiva coscientemente. La sua mente era impegnata ad esaminare ciò che le era accaduto nelle ultime ore. Ancora non si rendeva bene conto dei pericoli che aveva passato e, ancora, non si rendeva conto che stava tornando da suo padre.


Stamattina sveglia presto. Il telefono che squilla, nessuno dall'altra parte... devo convincermi ad attivare il servizio "chi sei". Accidenti alla mia pigrizia... :-/




permalink | inviato da il 20/2/2007 alle 9:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


sfoglia     marzo       
 


Ultime cose
Il mio profilo





Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom